Abbazia di Corazzo

"Nella valle dove ancora il Corace rotola nel silenzio

dipanandosi come un filo d’argento ai piedi di colli verdissimi,

sospese sull’erba appaiono cinerine le mura dell’antica abbazia di Corazzo…"

Salvatore Piccoli, L’Abbazia di Corazzo e Gioacchino da Fiore, Collana Nautilus Microstoria Calabrese, Calabria Edizioni, 2010

Corazzo deriva dal latino Corax e significa “corvo”, a testimonianza della presenza assidua di questo animale nella zona.

 

L’Abbazia di Santa Maria di Corazzo fu fondata dai benedettini nel XI secolo. Intorno al 1162 passò all’ordine monastico cistercense. Soprattutto nella prima metà del XIII secolo, l’Abbazia diventò un punto di riferimento importantissimo nel mondo religioso, culturale e politico.

 

Gioacchino da Fiore vi fu abate dal 1177 al 1187, contribuì fortemente all’espansione economica di Corazzo, facendole raggiungerle il massimo splendore. Qui il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato (Dante Alighieri, Paradiso, Canto XII, vv. 140-141) scrisse alcune delle sue opere maggiori: la Concordia Novi ac Veteris Testamenti, il Expositio in Apocalypsim, il Psalterium decem chordarum.

 

Bernardino Telesio vi soggiornò nel XVI secolo e, secondo fonti autorevoli vi scrisse una parte del De Rerum natura iuxta propria principia.

 

Il fiume Corace scorre alle spalle della Badia. Fu fondamentale per la vita monacale…